Cosa è un attacco i panico

L’attacco di panico è una condizione di paura o disagio intensi ed improvvisi che raggiunge il picco in pochi minuti.
Cosa viviamo durante un attacco di panico e quali sono i sintomi che lo contraddistinguono?

Sintomi dell’attacco di panico

Ci sono sintomi più strettamente legati al corpo:

  • Tachicardia, palpitazioni
  • Sudorazione
  • Tremori o vere e proprie scosse
  • Sensazione di soffocamento
  • Pressione o dolore al petto
  • Nausea o disturbi addominali

E sintomi più psicologici ed emotivi, quali:

  • Sensazione di svenimento, di avere “la testa leggera”
  • Paura di “impazzire”, di perdere il controllo
  • Sensazione di essere distaccati da sé stessi o dalla realtà
  • Paura di morire

Per parlare di un vero e proprio attacco di panico è necessario che siano presenti almeno quattro dei sintomi elencati in precedenza.

Differenza tra attacco di panico e disturbo da panico

Il verificarsi di uno, o anche di più, attacchi di panico non è sufficiente a diagnosticare un vero e proprio “Disturbo sa panico”
Secondo la letteratura scientifica, infatti possiamo dire di soffrire di un “Disturbo da panico” solo se:

  1. sono presenti ricorrenti attacchi di panico inaspettati,
  2. almeno uno degli episodi di panico è seguito da un mese (o più) di preoccupazione intensa e continua che si possa verificare un attacco di panico e preoccupazione intensa per le conseguenze possibili, come “impazzire”, perdere il controllo.
  3. cambiamo il nostro comportamento perché abbiamo paura che si verifichi un attacco di panico, ed allora, per esempio, evitiamo di fare attività fisica, oppure evitiamo situazioni non familiari

Per quale motivo si manifestano gli attacchi di panico?

Perché viviamo uno stato di ansia di cui possiamo essere più o meno consapevoli.

Questa differenza, tra l’essere consapevoli o meno della propria condizione di ansia, è fondamentale perché ci fa comprendere come gli attacchi di panico possono essere considerati dei veri e propri campanelli di allarme a cui è necessario dare ascolto.

E’ possibile che una persona sia in difficoltà per una situazione lavorativa, affettiva, per un cambiamento di vita di diversa natura, ma non sia in grado emozionalmente di riconoscerlo.

Ecco allora che può sopraggiungere un attacco di panico che costituisce un elemento di “rottura”, di panico appunto, che però è molto utile perché ci sta segnalando la necessità di occuparci di noi.

Nelle righe precedenti abbiamo detto che gli attacchi di panico possono insorgere sia da uno stato di agitazione che da uno stato di quiete. Questo aspetto è interessante perché ci fa capire come spesso la quiete che viviamo è una quiete di superficie che può essere facilmente messa a repentaglio, e l’attacco di panico “improvviso”, inaspettato sembra segnalarci questo.

E’ come se il nostro corpo, attraverso l’episodio di panico, ci stesse “imponendo” di occuparci di qualcosa che non vogliamo vedere.

Dunque i motivi dell’insorgere di un attacco di panico vanno ricercati nella storia specifica, recente o passata, di ognuno di noi e non si possono generalizzare.

Come curare gli attacchi di panico

Esistono diversi metodi di cura degli attacchi di panico.

Alcuni metodi, per esempio, si occupano dei sintomi specifici degli (tachicardia, sudorazione, paura di impazzire e così via), attraverso l’utilizzo di “tecniche” comportamentali efficaci.

L’intervento terapeutico che propongo mira a curare gli attacchi di panico in un modo “indiretto” potremmo dire, che approfondisce le cause più profonde che ne sono alla base.

Il modello di intervento psicoanalitico, infatti, “legge” gli attacchi di panico come campanelli di allarme di qualcos’altro che ci agita, ci inquieta e dunque è questo l’aspetto di cui si occupa.

La sintomatologia migliora con il lavoro psicologico psicoanalitico, ma non è l’oggetto specifico del lavoro.

Molte persone si rivolgono ad uno psicologo perché vogliono liberarsi degli attacchi di panico. Bisogno e richiesta legittime, ma comprendere ciò che il nostro corpo ci sta segnalando, è condizione essenziale per un benessere soddisfacente e di lunga durata.

Attacchi di panico in adolescenza

Negli ultimi due anni le statistiche registrano che 6 adolescenti su 10 manifesta stati d’ansia ed 1 su 2 ha avuto attacchi di panico.

Per cogliere in modo immediato uno dei motivi per cui gli attacchi di panico sono così diffusi e frequenti tra adolescenti oggi, credo possa essere utile pensare a come ognuno di noi potrebbe sentirsi, o si è sentito, di fronte a sentimenti di vuoto e di incertezza.

Probabilmente la maggior parte delle persone, di qualsiasi età, vivrebbe uno stato di agitazione, di ansia, di panico…appunto
Gli adolescenti potremmo dire che vivono una fase di vita caratterizzata dall’incertezza perché caratterizzata da importanti cambiamenti.

Sappiamo che gli adolescenti affrontano infatti compiti evolutivi molto importanti:

  1. Distaccarsi dai genitori
  2. Integrarsi con i pari e costruire nuovi legami affettivi
  3. Sviluppare un senso si Sé unitario e definito (cambia il corpo, cambia l’assetto cognitivo, cambiano le credenze, cambia il modo di pensare)
  4. Individuarsi da un punto di vista sessuale, condizione che “obbliga l’adolescente ad interrogarsi sul “Chi sono io”?

Questi “compiti evoluti” richiedono capacità di riflettere su di sé, sugli altri, sulle proprie emozioni, capacità che si costruiscono con il tempo e che richiedono uno sforzo emotivo forte.

La famiglia e la società possono aiutare ed “accompagnare” gli adolescenti in questo processo di crescita, o viceversa, alimentare vissuti di vuoto e di incertezza.

Il cambiamento sociale e culturale, primo tra tutti quello tecnologico, in cui tutti attualmente siamo immersi è per molti aspetti poco rassicurante perché propone un modello di individuo senza limiti né materiali, né morali.

L’adolescente, come del resto tutti noi, per poter sviluppare una capacitò di riflessione su di sé, sugli altri e sulle proprie emozioni ha necessità di limiti perché altrimenti si confonde.

La confusione, l’incertezza legata ai cambiamenti possono sollecitare stati d’ansia e di panico e gli adolescenti possono manifestare questi vissuti attaccando ciò che di più “concreto” hanno: il corpo.

Gli attacchi di panico si possono inserire in questa lettura. Sono infatti la manifestazione di un disagio emotivo, che utilizza il corpo per esprimersi.

Un lavoro psicologico accurato sulle emozioni dei ragazzi può aiutare loro a dar voce alle proprie emozioni, alle proprie paure, alle proprie incertezze senza la necessità di aggredire il loro corpo e sé stessi.